Flop aste immobiliari nel 2023 – Rosso Mattone Case

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Flop aste immobiliari nel 2023

Cala il volume delle aste immobiliari nel 2023. Il primo semestre del 2023 ha registrato un crollo delle aste immobiliari. Da gennaio a giugno c’è stato il -21% rispetto all’anno precedente. È il risultato più basso dal 2019.

Aste immobiliari in diminuzione. Il calo maggiore si è verificato nelle aste non residenziali, più contenuto il mercato delle aste residenziali.

Le aste giudiziarieE se calano le aste, calano di conseguenza i valori complessivi delle offerte minime per partecipare alle compravendite. Il motivo è da ricercarsi nella continua riduzione delle procedure esecutive pendenti nei tribunali.

Per quanto riguarda gli immobili non residenziali, il dato è spiegato dal fatto che le misure messe in campo dalla politica per sostenere le aziende in crisi e la riforma del codice della crisi d’impresa hanno generato una flessione nei fallimenti con relative aste. Parte della spiegazione riguarda poi il fatto che gli immobili residenziali hanno maggiore mercato rispetto ai periodi precedenti.

Considerando che dal 2022 c’è la presenza di crediti “deteriorati” nel sistema bancario in aumento e considerando il tempo di attivazione delle procedure esecutive e dei fallimenti, dal 2024 dovremmo nuovamente vedere aumentare il numero di procedure iscritte nei tribunali e di conseguenza le vendite in asta.

Le aste immobiliari telematiche che nel 2022 si assestavano a quota 37%, nel 2023 salgono a quota 40%.

Le aste esclusivamente telematiche, data la loro complessità, potrebbero scoraggiare la partecipazione dei potenziali acquirenti, spingendo verso il ribasso il valore dell’immobile. Non tutti sanno infatti come partecipare a un’asta immobiliare.

Da ormai un decennio molti immobili vengono venduti non in asta senza effettivamente recuperare denaro ma semplicemente svendendoli nel libero mercato.

Quella delle aste immobiliari è una moneta a due facce: da un lato le misure messe sul tavolo hanno ritardato il fallimento di numerose aziende. Alcune di esse riusciranno eventualmente a risollevarsi, mentre per altre il fallimento è semplicemente posticipato. Nel frattempo però il calo dell’offerta media ha spinto verso incassi minori, impedendo ai beneficiari di introitare risorse economiche vitali in situazione di grave criticità. A sorridere, invece, gli acquirenti per i quali il momento è estremamente propizio.

Si ricorda poi che il mercato delle aste immobiliari non riguarda esclusivamente gli immobili derivati dai fallimenti ma ancheda enti della pubblica amministrazione come l’Inps.

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