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Se non paghi le spese: decreto ingiuntivo!

Quando si cambia casa, cerchiamo giustamente garanzie sull’appartamento che si sta per acquistare, ma anche certezze sulla buona gestione del condominio e che non ci siano pendenze da parte di altri condomini nella gestione comune.

Ma nel caso di un condòmino moroso cosa bisogna fare? In questo caso, per richiedere il pagamento delle spese condominiali l’amministratore può agire in via giudiziale.

Bonus edilizi, ogni condòmino è libero di scegliere quello che gli convieneIn caso di condòmino moroso, l’amministratore può chiedere al giudice un decreto ingiuntivo per pignorare i beni del moroso e onorare il debito, e può farlo agendo direttamente, senza dover avere l’autorizzazione dell’assemblea.

Da parte del condòmino c’è la possibilità di presentare ricorso entro quaranta giorni dalla notifica del decreto ingiuntivo, in seguito del quale si instaura un giudizio tra il debitore e il condominio, che è rappresentato dall’amministratore.

In alternativa, qualora si tratti di un condòmino moroso nullatenente, l’amministratore può procedere alla sospensione dall’uso dei servizi comuni.

La difficoltà economica è la prima ragione per cui gli italiani non hanno pagato le spese condominiali per aver perso il lavoro (o in cassa integrazione) dichiarando che non era mai successo prima. Molti dei morosi – in via stragiudiziale – sono riusciti a mettersi in pari con i pagamenti utilizzando i propri risparmi.

Altro motivo di rinuncia al pagamento delle spese dovute è, a volte, il disaccordo su alcune scelte fatte dal condominio,  attivando una causa per scoprire solo dopo lunghi tempi di attese chi tra le parti ha ragione e se il pagamento delle spese  condominiali è dovuto.

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